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Stress ossidativo, presbiacusia, dieta
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UNA DIETA PER AIUTARE L’UDITO

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UNA DIETA PER AIUTARE L’UDITO

La perdita dall’udito in Alto Adige interessa circa 50 000 persone e può avere effetti molto significativi, gravi ed onerosi sulle capacità di comunicare, arrivando spesso all’isolamento sociale ed anche al peggioramento dell’attività produttiva sul lavoro e della funzionalità cognitiva. All’Università di Harward sono stati pubblicati i dati di uno studio dei suoi ricercatori che hanno seguito quasi 82 000 donne per ben 22 anni, osservandone nello specifico le abitudini alimentari. È stato così possibile confermare lo stretto rapporto tra i fattori ambientali (la dieta innanzitutto) e l’”invecchiamento uditivo”. Questo é definito presbiacusia e si manifesta con un calo uditivo bilaterale che al primo manifestarsi interessa solamente i suoni più acuti, per estendersi col passare del tempo a tutte le frequenze udibili. La coordinatrice di questo studio, Sharon Curham sostiene: “Inaspettatamente, abbiamo osservato che quanti seguono una dieta sana hanno nel complesso un minor rischio di veder peggiorare il proprio udito, ciò significa che mangiare bene aiuta a stare bene e questo può rivelarsi utile anche per aiutarsi a sentire meglio”.
Si sono confrontate la dieta mediterranea a base di olio extravergine di oliva, cereali, legumi, verdure e pesce ed una moderata assunzione di alcol con altre diete dedicate ad un miglior controllo della pressione sanguigna e più ricche di frutta, verdure, latticini a basso contenuto di grassi e povere di sodio, ma anche diete con componenti intermedie, ma comunque più incentrate su qualità del grasso, consumo di fibre, cereali e multivitaminici.
I risultati sono stati chiarissimi: i soggetti che seguivano correttamente questi tipi di dieta hanno mostrato rischio minore anche del 30% di sviluppare un calo dell’udito rispetto alla popolazione normale. Questo dimostra che vitamine, minerali ed acidi grassi influenzano la salute dell’udito, salvaguardando l’efficienza della circolazione dell’orecchio. Conosciamo infatti la sua importanza, poiché sappiamo che questa è una circolazione di tipo terminale e non è aiutata da circoli collaterali supplementari. L’azione dei micronutrienti sullo stress ossidativo determinato dai radicali liberi, assieme all’azione protettiva diretta di alcuni nutrienti sul nevo uditivo contribuirebbe, secondo i ricercatori, a spiegare il perché questi modelli dietetici aiutano a proteggere l’udito.
Si può e si deve quindi salvaguardare la propria funzionalità uditiva iniziando fin da giovani, seguendo tra l’altro un corretto ed adeguato regime alimentare.

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