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programmazione neurolinguistica, concetto, simbolo, linguaggio, significato, concetto, semantica
Magritte, pipa
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FACEBOOK e la pipa

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FACEBOOK e la pipa

Al Los Angeles County Museum possiamo ammirare quest’olio su tela di Renè Magritte: medico e pittore surrealista. Si tratta del simbolo della sua ricerca più importante: quella cioè sul rapporto che vi è fra immagine e linguaggio.

La famosa pipa? Sono stato rimproverato abbastanza in merito. Tuttavia la si può fumare? No, non è vera, è solo una rappresentazione: se avessi scritto sotto il mio quadro: “Questa è una pipa”, avrei mentito.” (Magritte)

Per apprezzare il senso di quest’opera è necessario osservarla da distanze diverse: da lontano noteremo che la forma della pipa ha maggior forza e il testo rimane secondario. Se ci avviciniamo a pochi centimetri dal dipinto la scritta prende il sopravvento sull’immagine che è diventata ora un semplice insieme di colori su una tela. Quello che abbiamo davanti agli occhi non è una pipa.

Il risultato di questo accostamento fra scrittura e rappresentazione dà origine ad un accostamento fra lettura e osservazione, tra l’oggetto e la sua rappresentazione simbolica. Del resto ce lo conferma anche il celebre aneddoto di Alfred Korzybski: se pensiamo a noci di cocco o porci, nel nostro cervello non ci sono noci di cocco o porci. L’emisfero affettivo o simbolico (il destro) é probabilmente incapace di distinguere il nome dalla cosa designata. Questa distinzione tra ”la mappa e il territorio” avviene nell’emisfero razionale (il sinistro).

Korzybski, padre della programmazione neurolinguistica sostiene che persino una singola parola come “amicizia” acquisisce significati e sfumature completamente diversi per ciascuno di noi.

Un amico in Facebook è quindi un amico? Certo, questa app ha diluito molto il concetto di amicizia e non dobbiamo meravigliarci se all’annuncio sul social di un prossimo suicidio, circa 4000 “amici” non vengono nemmeno sfiorati dal pensiero di preoccuparsi.