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I PAZIENTI CHE RICERCANO I LORO SINTOMI IN RETE SONO PIÚ INFORMATI?

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I PAZIENTI CHE RICERCANO I LORO SINTOMI IN RETE SONO PIÚ INFORMATI?

Mai come oggi i pazienti hanno accesso a un numero enorme di informazioni e quelle riguardanti la salute sono tra le più cliccate in rete. I nostri malati sono passati in pochi anni da “recipienti passivi” a “consumatori attivi” di informazioni riguardanti la salute. Per questo i medici moderni devono equipaggiarsi per rispondere alle aspettative dei clienti che ricorrono a internet per informarsi. Nel campo otorinolaringoiatria la percentuale di persone che hanno consultato la rete prima dello specialista é stata del 16% nel 2000, per crescere al 30% nel 2013 e la tendenza é senz’altro all’aumento. Uno studio recente ha analizzato filmati di YouTube riguardanti la sinusite e ne ha considerati attendibili meno della metà (il 45%), mentre un 27%, non solamente era da considerarsi fuorviante, ma addirittura pericoloso.

Questo contrasta con uno studio irlandese che, valutando 60 siti web riguardanti la chirurgia delle tonsille, del setto nasale e del timpano, nel 94% non ha rilevato inappropriatezze.

Sono soprattutto i più giovani che ricorrono alla rete per cercare di diagnosticare la malattia in base ai sintomi, ma statisticamente non vi é differenza nelle loro conoscenze rispetto a coloro che non hanno frequentato il web. Più che l’origine delle informazioni, pertanto é fondamentale la loro comprensione, da dovunque esse vengano (rete, libri, esperienze passate, conoscenti).

È la nostra responsabilità in qualità di clinici orientare i nostri pazienti verso informazioni attendibili e di qualità, qualunque sia il medium che essi considerano più utile.