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La sigaretta elettronica

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La sigaretta elettronica

Soprattutto alle persone con malattie delle vie respiratorio si consiglia di smettere di fumare, prima di qualsiasi altro provvedimento. La tecnica ha sviluppato da qualche anno le sigarette elettroniche, proposte come alternativa “più sicura” al tabacco o come mezzo per diminuirne gradualmente l’uso.
Introdotti sul mercato per la prima volta nel 2003, questi dispositivi sono stati ben accolti da coloro che non si sentono sicuri di perdere l’abitudine al fumo di sigaretta. Molti operatori ne sono poco entusiasti, infatti non vi sono prove a sostegno del loro uso nei programmi per smettere di fumare, suggerendo al contrario che tali dispositivi comportano anch’essi gravi rischi per la salute.
Le sigarette elettroniche sono apparecchietti alimentati a batteria, riempiti con una soluzione di nicotina liquida, acqua e glicole propilenico. Per lo piú di forma cilindrica, sono simili a bocchini per sigarette. Una batteria riscalda la soluzione e crea un vapore che si può inalare. L’azione, che stimola la sensazione del fumo, viene definita da alcuni col termine “svapare”.
La nicotina è uno stimolante presente nel tabacco ed è la causa della dipendenza da sigarette ma non è di per sé considerata cancerogena. I sostenitori affermano che rimuovendo il catrame e i prodotti della combustione dal fumo, le persone che usano le sigarette elettroniche abbiano un’alternativa “più sicura” al tabacco.
Lo svapo si riferisce all’inalazione e all’espirazione di questo liquido vaporizzato che può contenere o meno nicotina. Uno studio chiave pubblicato nel 2017 e finanziato dal Cancer Research nel Regno Unito ha evidenziato che le persone che passavano dalle sigarette normali alle sigarette elettroniche avevano livelli di agenti cancerogeni molto più bassi nel loro corpo rispetto a quelli che continuavano a fumare. I ricercatori hanno inoltre concluso che l’assunzione di nicotina non era maggiore rispetto alle sigarette normali e che “esiste un rischio complessivo molto basso” associato all’uso a lungo termine di tali dispositivi.
Nel 2015, lo svapo ha attratto solo circa 11 non fumatori su 100. Tuttavia, nel 2018, 40 utenti su 100 di età compresa tra 18 e 24 anni erano in precedenza non fumatori. È stato anche notato che lo svapo attira più giovani rispetto agli adulti, tra cui il 4,3% degli studenti delle scuole medie e l’11,3% degli studenti delle scuole superiori. Per capire le cause del mal di gola che ne puó derivare, è utile capire come funziona lo svapo.
Vi sono diverse parti funzionali in una sigaretta elettronica. Le principali sono:
Serbatoio: il sistema di stoccaggio che contiene il prodotto da vaporizzare (liquido). Il serbatoio contiene anche uno stoppino per trasferire il succo di vaporizzazione nell’atomizzatore.
Dispositivo di consegna: esistono tre tipi principali di sistemi di consegna. L’ atomizzatore è costituito da una bobina che trasforma il liquido in un vapore che può essere inalato. Il cartomizzatore è simile all’atomizzatore tranne per il fatto che ha un materiale attorno alla bobina chiamato polyfill che si impregna per consentire tempi di svapo più lunghi. Il clearomizer ha un serbatoio trasparente con un sistema a stoppino come l’atomizzatore.
Le batterie vengono utilizzate per inviare corrente alla bobina nell’atomizzatore allo scopo di riscaldare il liquido e trasformarlo in vapore a temperatura controllata. I liquidi che si usano per la carica sono costituiti da: glicole propilenico, glicerina vegetale, nicotina (opzionale) e aromi alimentari.
Alcuni liquidi in commercio contengono diacetile. Si tratta di un aroma alimentare presente comunemente nei popcorn, nel burro e in molti formaggi. Tuttavia, il diacetile che viene inalato nelle fabbriche alimentari è noto per causare un disturbo severo detto bronchiolite obliterante . Tali effetti a lungo termine, che finora non erano noti, sembrano venire prepotentemente alla cronaca con il recente caso di decesso per sigaretta elettronica di cui leggiamo sui quotidiani in questi giorni.
La sigaretta elettronica non è purtroppo così innocua come viene pubblicizzata. Il vapore può contenere composti organici volatili: responsabili di effetti sulla salute a breve e lungo termine, metalli pesanti: piombo, nichel e stagno, particelle ultrafini che si possono depositare nei polmoni ed anche sostanze chimiche cancerogene.
Il cosiddetto “colpo alla gola” è la sensazione che si prova quando si inala nicotina. I fumatori lo sperimentano e lo ricercano quando fumano sigarette, e lo si sente ancora di piú quando si fuma un sigaro.
Il colpo alla gola viene a mancare usando la sigaretta elettronica, ma può essere riprodotto e adattato alle esigenze individuali del soggetto. È possibile aumentare il colpo alla gola dello svapo in diverse maniere: colpi più forti associati all’aumento della percentuale di nicotina, oppure aumentando i livelli di glicole propilenico.
Anche un bocchino più piccolo che restringe il flusso d’aria può causare un colpo alla gola più duro.
Influisce inoltre il tipo di soluzione inalata: i sapori più forti forniranno un forte colpo alla gola, mentre i sapori più morbidi lo indeboliranno.
In mal di gola è un effetto collaterale comune e previsto nel primo periodo di astinenza dalla nicotina. I centri antifumo consigliano ad esempio un cerotto alla nicotina che risulta migliore rispetto alla sigaretta elettronica.
La maggior parte dei liquidi in commercio può contenere diversi composti organici volatili o diacetile, noti per causare fastidiose e prolungate irritazioni alla gola.
Negli Stati Uniti, la FDA avverte il pubblico che:
“Le sigarette elettroniche possono aumentare la dipendenza da nicotina nei giovani e indurli all’uso, piuttosto che allontanarli dalle sigarette normali. Dal 2005, l’uso di sigarette elettroniche nei giovani è aumentato di circa il 900 %.”
Si è potuto appurare con certezza che alcune sigarette elettroniche possono contenere ingredienti tossici per l’uomo. In casi recentemente pubblicati, è stato riscontrato antigelo in due importanti marchi di sigarette elettroniche ed anche tracce elevate di formaldeide. Inoltre non sappiamo nemmeno cosa ci sia in molte delle soluzioni vendute, perché non viene descritto nelle confezioni.
La stessa nicotina non può certo essere considerata innocua in quanto in grado di influenzare seriamente lo sviluppo del cervello dell’adolescente e persino causare danni al feto in via di sviluppo (con riduzione del peso alla nascita, nascita pretermine e aumento del rischio di sindrome della morte improvvisa del bambino in culla).
È comunque accertato che smettere l’uso delle sigarette elettroniche non è più semplice della riduzione delle sigarette normali. Il tasso di fallimento è altrettanto elevato. Se si ha intenzione di smettere di fumare è meglio smettere tutto in una volta.