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ipoacusia, fastidio, rumore
misofonia
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la misofonia

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la misofonia

Certi suoni ci danno proprio molto piú fastidio di altri. Alcuni poi, anche se li sentiamo a basso volume, proprio non li possiamo sopportare! Questo si definisce: misofonia, cioè una forma di ridotta tolleranza al suono. Si ritiene possa essere un disturbo neurologico risultante da un’esperienza negativa riguardo a uno specifico suono, indipendentemente dal fatto che sia forte o debole. A differenza dell’iperacusia per la quale tutti i suoni sono generalmente insopportabilmente forti, la misofonia è specifica per un determinato suono.
Ad esempio, possono far insorgere misofonia:
I suoni prodotti con il naso (russamento, singhiozzo)
I suoni provenienti dalla bocca (sgranocchiare, mangiarsi le unghie)
Il pianto dei bambini
I suoni degli animali (cinguettio degli uccelli, gracchiare delle rane)
I suoni emessi con i movimenti del corpo (scrocchiare delle articolazioni)
I suoni ambientali (suonerie dei cellulari, ticchettio degli orologi)
Storicamente, vi è stato disaccordo riguardo alla classificazione della misofonia, non si sa infatti con precisione se si tratti di un disturbo psicologico o fisiologico. La dott.ssa Jennifer Jo Brout propone che la classificazione, la ricerca e le linee guida per il trattamento della misofonia siano affidate allo psicologo.
Il termine Misofonia è stato in realtà coniato da un otorinolaringoiatra: Pavel Jastreboff della Emory University School of Medicine che la definí “un disturbo dell’udito che coinvolge anche le aree cerebrali che elaborano l’eccitazione del sistema nervoso simpatico e la risposta emotiva”. Quando anche i ricercatori sulla salute mentale hanno cominciato a dedicarsi alle ricerche sulla misofonia, sono emersi contrasti nella classificazione.
Oggi è sufficientemente condiviso che la misofonia sia un disturbo neurofisiologico con conseguenze psicologiche. Più in particolare, gli individui con esperienza di misofonia presentano una eccessiva eccitazione del sistema nervoso autonomo accompagnata da una reattività emotiva negativa in risposta a specifici suoni.
È dimostrata l’attivazione del sistema nervoso simpatico (sudorazione, arrossamento, vasodilatazione) in risposta a stimoli uditivi.
Non esiste un trattamento ufficiale per la misofonia, un approccio multidisciplinare può essere utilizzato per aiutare i pazienti a far fronte al disturbo.
Il team che se ne occupa dovrebbe in ogni caso includere un audiologo che possa valutare la misofonia e escludere altri problemi uditivi. Gli audiologi possono anche aiutare i pazienti ad usare generatori di suoni aperti per aiutare nell’assuefazione e per mascherare i suoni disturbanti.
Psicologi e consulenti possono lavorare con coloro che soffrono di misofonia per sviluppare abilità e strategie mentali e comportamentali da mettere in atto per fronteggiare una tanto difficile situazione.
Questi operatori devono aiutare i pazienti a: comprendere il loro disturbo, ridurre l’intensità e la durata della reattività ad esso, ridurre l’ansia e il disagio emotivo che ne deriva, mantenere uno stile di vita e un programma di sonno sani, ridurre le tensioni familiari legate alla misofonia.
Oltre ai contributi clinici di audiologi e psicologi, i terapisti occupazionali possono collaborare a distinguere la misofonia dai più generali disturbi dell’elaborazione sensoriale. Neurologi e medici di famiglia vanno coinvolti allo scopo di escludere altri problemi di base che potrebbero contribuire ai sintomi di misofonia.